Andrea Baggio: "Presentati ai lettori: quando hai iniziato a fare jiu-jitsu, con chi e perchè?! Cosa fai nella vita?!"
Simone Franceschini: "Salve a tutti, sono Simone Franceschini conosciuto ai più come Grigno, sono nato a roma il 06/05/89. Ho iniziato a fare Jiu Jitsu all'età di sedici anni alla Tribe del maestro Federico Tisi dopo dieci anni di calcio di cui gli ultimi tre da professionista, dopo essermi reso conto che l'ambiente del calcio professionistico non era per me ho deciso di concentrarmi su una cosa completamente differente e per caso mi sono imbattuto, tramite internet, in un video di Royce Gracie nei primi UFC. Il fatto che un uomo cosi gracile potesse tenere testa e battere dei veri e propri energumeni mi impressionò, spingendomi, dopo qualche giorno di ricerche su internet, a provare. Dopo poche settimane di pratica mi sono completamente innamorato di questo sport e dalle tre lezioni a settimane sono passato all'allenamento giornaliero, per poi passare, dopo qualche mese, ad un doppio allenamento quotidiano e alla voglia di competere in tutti i tornei. Quello che però mi colpì era l'ambiente che si respirava in Accademia, totalmente diverso da quello che ero abituato a respirare nell'ambito calcistico e cosi per assurdo mi resi conto di quanto ci fosse più coesione in uno sport individuale rispetto ad uno di squadra. Questa nuova visione di "spogliatoio" è stata ed è tutt'ora il pilastro fondamentale su cui si regge tutta la mia pratica, non più un ambiente teso dove la parola d' ordine era mostrarsi migliore di qualcun'altro, ma un ambiente rilassato dove la parola d'ordine è aiutare a migliorare gli altri per migliorare te stesso, insomma una vera e propria seconda famiglia, concetto che va ben oltre una bella medaglia o un titolo importante. Nella vita oltre ad allenarmi di Jiu jitsu studio Scienze Storiche all'Università."
AB: "Quali sono stati i tuoi successi più importanti sul tatami?!"
SF: "I miei successi più importanti sono avvenuti nell'anno che è appena terminato. Ho raggiunto un secondo posto all'europeo IBJJF, perdendo di 2 punti agli ultimi 45 secondi e mi sono classificato terzo ai mondiali in California questa estate."
AB: "Quali i sacrifici che hai dovuto fare per raggiungere questi obiettivi?!"
SF: "In realtà il sacrifico vero e proprio è solo uno ed è uguale per tutti i tornei ovvero la dieta.
Fondamentalmente non ho vizi se non quello di essere molto goloso e mangiare praticamente tutto con una spiccata propensione per cibi tutt'altro che genuini e mettere un lucchetto al frigorifero molte volte è davvero difficile, ma anche questo fa parte del gioco e se si vuole essere competitivi bisogna anche fare cose che non ci piacciono."
AB: "Com'è andata al MILANO CHALLENGE e cosa pensi di questo nuovo campionato?!"
SF: "Prima di tutto voglio farti i miei complimenti per l'organizzazione di questo nuovo torneo, sembrava di rivivere l'atmosfera di tornei all'estero con molte persone in Kimono, area di gara delimitata e fotografi impegnati sui vari Tatami, appena entrato ho pensato "finalmente ci stiamo svegliando anche noi qui in Italia", e soprattutto non ci sono state scenate a bordo tatami di nessun genere, incentrando il tutto sulle lotte dei vari atleti e non su comportamenti esterni.
Insomma un gran bel torneo che spero riorganizziate anche l'anno prossimo."
AB: "Quali sono i tuoi prossimi impegni?!"
SF: "L'impegno più vicino è l'europeo che si svolgerà a fine mese, poi mi preparerò per le selettive del circuito professionistico di jiu jitsu organizzate da ADCC e infine l'evento più importante dell'anno ovvero il mondiale dove spero di fare meglio."
AB: "Se avessi a disposizione tre grandi campioni del jiu-jitsu del passato e del presente, chi sarebbero e cosa chiederesti loro?!"
SF: "Il modo di lottare che mi piace e che sto adottando è quello di un campione del passato Vitor "Shaolin" Ribeiro con il quale mi sono allenato quest'estate prima del mondiale, uno stile pulito e senza tante capriole o salti, due o tre posizioni forti sia da sopra che da sotto e molta attenzione nel conservare le energie per la lotta successiva.
Poi ovviamente i lottatori a cui "rubare" delle caratteristiche ce n'è sono molti ma se dovessi scegliere sceglierei il controllo dalla monta di Roger Gracie e i passaggi sulla schiena di Cobrinha."
AB: "Un consiglio a chi inizia a praticare oggi il jiu-jitsu?!"
SF: "Sicuramente quello di non lasciarsi abbindolare, il Brazilian jiu jitsu è uno e si fa con un Kimono addosso tutto il resto è solo un tentativo di spacciare dei regolamenti come vere e proprie arti marziali diverse dal jiu jitsu.
Oltre questo, che è la cosa fondamentale, bisogna capire l'importanza dell'utilizzo del Kimono esso serve a gettare basi solide alla pratica, un'attenzione maggiore per i particolari e una visuale più completa sia nell'attacco che nella difesa, poi in un secondo momento si può procedere a lottare senza e ci si accorge come un lottatore di jiu jitsu abbia una diversa concezione del movimento rispetto a chi il Gi non se lo è mai messo, ed è abituato a percepire la lotta come un insieme di tecniche a compartimenti stagni invece che interpretarlo come un modo di muovere il proprio corpo.
La comprensione di questo aspetto è importante per poter iniziare ed una volta iniziato il mio consiglio è semplicemente quello di lasciare a casa comportamenti "da duri" e il voler dimostrare sempre la superiorità su qualcuno, una volta capito che i nostri compagni d'allenamento sono i mezzi per un reciproco miglioramento e non una sfida con noi stessi allora si possono vivere tutte le bellezze di quest'arte."





